
(Foto: Dina Goldstein, Fallen Princesses)
Sono una persona istintiva, credo nella validità della prima impressione che avverto nei pochi secondi in cui conosco qualcuno: ho sempre immaginato che fosse il residuo di un’epoca lontanissima in cui, per questioni di sopravvivenza, dovevamo capire se l’umano di fronte a noi era un possibile alleato o un nemico.
Sempre piú spesso mi capita di avvertire diffidenza – se non vera antipatia – di fronte a volti nuovi, soprattutto quando si tratta di personaggi dello spettacolo. Cerco di razionalizzare: com’è possibile che provi repulsione per gente che nemmeno conosco? Vado piú a fondo della cosa, e mi accorgo che il fenomeno si verifica soprattutto di fronte a personaggi femminili, senza distinzione di età; avverto un indefinibile senso di fastidio per il loro aspetto e per le loro espressioni aliene.
D’un tratto, capisco: le facce che mi provocano inquietudine sono tutte inequivocabilmente passate sotto le mani di un chirurgo estetico; televisione e cinema sembrano invase da nasi di marmo e grottesche maschere botuliniche, congelate in una inespressiva duckface d’età indefinibile. L’artificio risulta mostruoso soprattutto nell’espressione delle piú comuni emozioni: riso, preoccupazione, collera sembrano animare quelle carni di gomma secondo leggi della fisica estranee a quelle conosciute.
Il fastidio lascia spazio ad un senso di sgomento misto a pietà: sotto quegli strati di silicone e botulino, ci sono persone forse insoddisfatte, insicure, impaurite di essere accantonate sul lavoro se dimostrano di essere invecchiate. Mi chiedo perché assecondino queste pressioni, anziché ribellarsi ad esse. È più facile farsi anestetizzare, tagliuzzare, ricucire o farsi riempire di punture, piuttosto che accettare e far accettare la propria unicità? Mi sembra che questa omologazione non sia nemmeno così conveniente: si cancella la propria storia e la propria umanità dal volto, per sostituirla con una parodia di giovinezza e bellezza che non ha niente a che fare con nessuna delle due.
Questi pensieri mi sono tornati in mente rileggendo un passo dell’ormai celebre saggio di L. Zanardo, Il corpo delle donne:
I volti delle donne adulte sono stati banditi dalla televisione. I volti delle donne mature sono scomparsi. Dove sono finiti? Perché in televisione non si vedono quasi piú?
Questa cancellazione è diventata evidente solo dopo molti giorni trascorsi davanti alla tv. Immersa in un’orgia di seni, gambe, fianchi, perdevo lentamente lucidità e capacità di vedere e comprendere. Ma poi appare sullo schermo l’attrice Valeria Fabrizi, settant’anni, che racconta della sua vita professionale e del suo ruolo di moglie di Tata Giacobetti, uno dei componenti del Quartetto Cetra. Sorridente, le rughe portate con elegante noncuranza, lascia che la telecamera si soffermi sul suo volto senza prestarle attenzione.
Rimango colpita, anche se lì per lì non capisco perché. Rivedo le immagini piú volte senza capire cos’è che mi attrae. Solo qualche ora piú tardi – mentre selezioniamo nuove immagini e sullo schermo mi appare una donna di un’età indefinibile, con la bocca grande e tumida, gli zigomi tirati e l’occhio innaturalmente aperto -, d’improvviso, capisco: Valeria Fabrizi ha la FACCIA. Un volto vero. Le altre donne mature che fino a quel momento erano passate sullo schermo non ne avevano; o meglio, avevano un non volto, una sorta di maschera che somiglia a un volto ma che in effetti non lo è.
Mi torna in mente il racconto di un’amica. Qualche mese fa, a un congresso internazionale, nota una donna apparentemente giovane che girovaga sempre sola per le sale e che non si unisce mai alle altre partecipanti, che si ritrovano in gruppo al caffè o al ristorante. Un giorno, mentre la mia amica sta leggendo, la donna solitaria le si avvicina e le rivolge la parola. “Solo a quel punto mi sono accorta che non era affatto giovane, e che il suo volto era innaturalmente teso e privo di espressione. Non so perché, ma non riuscivo a parlarle: non la giudicavo, però proprio non riuscivo ad avviare una conversazione. Mi pareva che quel volto mi respingesse. Allora mi sono chiesta se il suo essere sola non dipendesse proprio dal non avere faccia”. Il termine faccia viene dal verbo fare e dunque ci portiamo in giro ciò che abbiamo fatto nella vita: la nostra faccia, appunto.
Questo genere di interventi è poco diffuso tra gli uomini, ai quali è ancora consentita l’esibizione delle rughe e di un volto non conforme ai canoni estetici classici. Ci sono però poche, vistose eccezioni:


La chirurgia estetica al maschile risulta se possibile ancora più grottesca, forse perché non siamo assuefatti ad essa. Paradossalmente, il desiderio di riconquistare una giovinezza perduta accentua ciò che si cerca di nascondere, e dalle facce innaturalmente rigide di questi signori che non si concedono il diritto di invecchiare esala un odore di morte.
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Anche per me la prima impressione è fondamentale. Spesso mi hanno accusato di essere superficiale nel giudicare le persone,ma tutte le volte che mi sono fidata di qualcuno che pelle non mi piaceva,la mia prima impressione è sempre stata confermata!
Adoro vedere le 50enni tutte rifatte e fighissime e pensare”Cara tu che mi guardi con sguardo critico,sarai pur bella,ma io ho quei vent’anni che tu vorresti tanto riavere!”
Lo stesso è successo a me. Conosco qualcuno, mi fa una brutta impressione ma poi penso: “ma no, magari mi sbaglio ed è un tipo/una tipa a posto”. E inevitabilmente, dopo un po’, arriva la fregatura. Altro che superficialità: abbiamo un detector quasi infallibile cui dovremmo dar retta più spesso!
Si,mi sarei risparmiata qualche batosta!
Che poi ci sono ormai delle facce talmente artefatte che sono costruite apposta per un determinato palcoscenico, in genere quello televisivo. Appena le collochi fuori da certi ambienti, in un contesto normale, ci appaiono come dei visi deformi, sovraccarichi, mostruosi.
Vero. Ho incontrato una mia conoscente dopo un po’ di tempo. Aveva zigomi e labbra innaturalmente gonfi che davano l’impressione di piccoli panettoni applicati sulla faccia. In molti le hanno chiesto se avesse fatto qualcosa, lei negava e sosteneva che fosse un rossetto rimpolpante (evidente bugia). Una donna adulta con un’ottima posizione professionale, un compagno, un carattere schietto ed estroverso: mi sono sempre chiesta cosa la abbia spinta a farsi riempire di punturine.
Brava, ben scritto e sottoscrivibile. Adesso non ti resta che mantenere i buoni propositi anche quando avrai quarant’anni
BTW, la foto del mostro di Arcore e’ davvero impressionante.
Barney
Tranquillo Barney, ormai per me la difesa della faccia al naturale è un atto politico (tutta questa gente con il volto fotocopiato… sembra una specie di dittatura estetica).
Per quanto riguarda l’orrida foto, l’ho scelta apposta
Guarda un po’ cosa t’ho tirato fuori dal mio archivo di trash in barriques:
http://i.crackedcdn.com/phpimages/photoshop/0/6/1/106061.jpg?v=1
B.
Ahahahaha roba per intenditori!
Terribili, semplicemente terribili. A volte mi pare di riconoscere parti di volto praticamente identiche, specialmente nasi e bocche. Inquietantissimo! A parte il fatto che molte delle tipe televisive condividono gli stessi malefici chirurghi… trovo che ci sia un’omologazione ancora più a fonte, ovvero che (moda a parte) bene o male molte vallette della tv si somiglino terrificantemente, come tipologia di donne e come lineamenti e fisicità. Tipo la Yespica e Belen, Melissa Satta, la Canalis e la conduttrice di Verissimo: ma che le hanno fotocopiate? Oppure c’è qualcuno che fa seriamente le selezioni tipo Piersilvio & father???
Perché a me sembra che nella vita reale esistanno tantissimi tipi di donne di tutti i tipi, fisici e lineamenti, addirittura nello stesso arco della “bonazzitudine” più becera) invece qua le donne sono tutte molto “cavalline”, magrissime, molto alte, con zinne e denti da combattimento, tendenzialmente castane piastrate e con il volto allungato e zigomi allapposi (e qua rientra il discorso della chirurgia estetica da te fatto ovviamente)…
Vi lascio con questa perla da Terry Gilliam:
Un saluto!
Tempo fa vidi un documentario di Minoli proprio sul cambiamento della tv: negli ultimi anni non solo le ragazze vengono scelte in base a determinati canoni estetici, ma si sottopongono anche ad interventi chirurgici all’inizio della carriera. Mastoplastiche additive, liposuzioni, piallamento di pance e rimodellamento dei glutei, per non parlare del volto. Ci saranno certamente alcune ragazze che corrispondono a quei modelli, ma la maggior parte delle stelline televisive hanno subito un “aiutino”.
Intanto però nel mondo reale le donne continuano ad essere diverse, ma per un perverso cortocircuito, è il modello artefatto ad essere ritenuto desiderabile e normale, e così si sprecano energie e soldi che potrebbero essere indirizzati altrove in diete e trattamenti. Per tutti questi motivi credo che, oggi, andarsene in giro con un corpo e un volto normale sia diventata un’azione quasi sovversiva.
Grazie per Brazil, è un film che adoro
Conclusione fantastica
Grazie
Hai perfettamente ragione e quello che dici nella conclusione è perfetto. L’altro giorno mi è capitato di vedere in un programma televisivo Patti Bravo . Era irriconoscibile oltre che inguardabile.
Patti Pravo con quel viso deformatissimo fa quasi paura! :S
Viviamo nell’era che per antonomasia privilegia la cultura dell’immagine. L’alienazione da sè, l’allontanamento dalla realtà diventa un bene. Questo ci sta ad indicare che le pressioni sociali, i giudizi sociali hanno particolare valore e potere in chi si sente costretto a “sfigurarsi il volto”. La maggior parte di noi vive nella maschera che nasconde sofferenza, rabbia, tristezza ma soprattutto paura. Paura di non andare bene, paura di non essere accettati, di non essere amati.
Ed è questa la missione dell’ideologia patriarcale: valorizzare l’esteriore invece dell’interiore, l’epidermide invece dell’anima, l’apparenza invece dell’essere, insinuarsi con subdola violenza nel nostro modo di pensare che, inesorabilmente vinto, darà priorità alla forma sulla sostanza. Il nostro modello sociale si basa sulle apparenze e tanto basta per invogliarci a scoprire un pò di più noi stessi e non gli altri.
Hai fatto bene a porre l’accento sulla questione dell’ideologia patriarcale, e quindi anche del sessismo, tema su cui non ho insistito molto ma che ha il suo peso in questo fenomeno.
Benvenut*
Ciao a tutt* e perdonate l‘intromissione! Volevo solo dire che forse il problema del patriarcato non é quello di curare solo il corpo e non l‘anima: il problema é proprio quell di separare ermeticamente le due cose!! Se una donna pensasse di infliggere chirurgia gratuita non sul suo semplice e materiale corpo così com‘é concepito dalla nostra cultura ma di infliggerla sulla sua persona e basta, corpo o mente che sia, ci penserebbe 4 volte di più prima di maciullirarsi… tu sei il tuo corpo… non é che possiedi con carta bollata di dirit to un corpo da maltrattare!
Giusta riflessione, anche se credo che quello della netta separazione tra corpo e mente sia un problema di tutta la cultura occidentale, non solo dell’ideologia patriarcale.
Nessuna intromissione comunque, sei la benvenuta
Il Patriarcato è una costruzione sociale, la cultura occidentale si identifica con il Patriarcato. Poi ci sono società orientali Patriarcali, ma bisognerebbe prima avere le idee chiare su cosa sia il Patriarcato.
La separazione è un termine giusto, ed era quello che volevo esprimere io. Ci si separa dall’anima, a mio parere, già da fanciulli quando l’io è Condizionato dai giudizi sociali, dalla comunità…e costruisce immagini di sè lontane dalla vera propria essenza. Il maggiore investimento per noi è alimentare le personalità che ci siamo costruiti…per essere accettati, amati….La costruzione di queste immagini mi aliena ma mi da Protezione, Conforto ed è Maschera. Le persone che hanno questo genere di problemi, senza fare troppa filosofia, sono persone molto dipendenti dal giudizio sociale, che non a caso Platone chiamava “la grande Bestia”.
Grazie per il chiarimento.
La vista di Berlusconi così in primo piano credo che mi farà avere incubi fino a Natale.
Fa lo stesso effetto anche a me, ma ho voluto sfruttare l’effetto horror dell’immagine
bellissimo post, sono completamente d’accordo con te, anche perché se queste persone le vediamo dal vivo (come descrivi nel tuo scritto) senza i trucchi televisivi, improvvisamente capiamo quanto sono grottesche. Ogni età ha la sua bellezza, ed è giusto godersela. A me fa sempre ridere mia nipote, perché quando vede la Ferrari (la conduttrice della Domenica Sportiva) esclama: “…Venite !!! C’è l’apparizione della Madonna !!!
Presto il giro di santi e intermediari dovrà allargarsi e attualizzarsi con la “Madonna del Botox”!
Simpatica tua nipote