Apro il dizionario di francese e ne esce all’improvviso una specie di vecchia cartolina con colori che richiamano inequivocabilmente la bandiera italiana.
Incuriosita, guardo cosa sia:



Il volantino è accompagnato da un breve testo, messaggio dell’allora Presidente Saragat:
L’esaltazione solenne, severa ma semplice e commossa della vita, l’altissimo sentimento di giustizia, l’infinita gratitudine per i doni che la vita ci offre – primi fra tutti i sublimi affetti della pietà, della carità, della bontà di creature umili ed alte – l’austerità morale… e via via tutte le forme dell’essere e del divenire dello spirito umano di Dante ci propone con le ovvie diversità imposte dalle limitazioni delle epoche storiche, ma con l’illimitata validità di una poesia universale, stanno di fronte a noi che pur viviamo in un mondo dominato da altri problemi e da altri ideali di giustizia sociale, di libertà politica, di pace tra i popoli, non come realtà estranea ma, proprio per la virtù della poesia che è verità, come forza confortatrice e ammonitrice. Il contatto con la verità ci educa, ci fa migliori, ci richiama alla necessità di essere sinceri con noi stessi e con la vita e ci prepara meglio al compimento dei doveri che la vita ci impone. (Dal messaggio del Capo dello Stato per il Settimo centenario della nascita di Dante)
Sono francobolli per la lotta alla tubercolosi; in casa mia si cercavano da anni, a quanto pare ad essi sono legati alcuni ricordi d’infanzia di mia madre. Mi raccontano che i bambini venivano mandati a vendere questi francobolli, il cui ricavato doveva servire a contrastare la diffusione della malattia, ma tra i ragazzini giravano le voci piú incredibili tra le quali, nemmeno a dirlo, la piú popolare diceva che chi avesse leccato quei francobolli si sarebbe ammalato di tubercolosi.
Vedere la faccia di Dante stampata su quella cartolina, accompagnata da parole retoriche ma tutto sommato fiduciose mi fa tenerezza, tanto più se immagino i bambini di quarant’anni fa che li distribuivano.
Quanti di voi si ricordano di questi francobolli?
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Io no!
Certo che li ricordo: si trovavano infilati dappertutto e, a dire il vero, non ho mai capito a cosa servissero veramente. Però esistevano!
Finalmente, qualcuno che li ricorda
Sa di Littorio, sia come testo che come layout… Non ricordo questi francobolli, ma ho una memoria probabilmente falsa (sollecitatami/suggeritami dal tuo post) di qualcosa di simile per quel che riguarda i donatori di sangue.
Barney
Sai che la mia prima impressione è stata di trovarmi di fronte ad una cartolina degli anni ’40? Poi ho letto la data e il contenuto.
Che si sia trattato di attardardamento iconografico-contenutistico?
Sì, sì, io li ricordo! Che bellezza questo regalino inaspettato dentro un libro, eh! almeno per me lo sarebbe
Una piccola sorpresa anche in famiglia… che poi, la cosa strana è che erano finiti in un vocabolario degli anni ’90, chissà come!