Voglio acquistare un libro: non ho purtroppo tempo di ordinarlo nella mia libreria, devo andare per forza in quello che chiamo “supermercato di libri”. Lì lo avranno di sicuro.
Comincio a setacciare gli scaffali alla ricerca del titolo, ma niente: il posto è troppo dispersivo. Mi rivolgo a quelle che sembrano delle libraie, intente a sistemare i nuovi arrivi.
- “Mi scusi, vorrei il libro di Stefania Rossini. Ho provato a cercarlo, ma non l’ho trovato”.
Smorfia. “Che libro?!” Ripeto con calma il nome dell’autrice, spiegando che non ricordo bene il titolo. Vengo accompagnata da un’altra donna, anche lei all’apparenza libraia, che fa una rapida ricerca su computer. “Vivere in cinque con cinque euro al giorno?!” dice incredula. Confermo, è proprio ciò che cerco.
Le due ridacchiano e si lanciano sguardi d’intesa, credendo che non le veda. L’istinto mi dice di tirar loro, a mo’ di shuriken, il cd degli Smiths in super-offerta che ho preso poco prima, e di andarmene salmodiando ingiurie: ma non ho certo studiato e lavorato su me stessa tutti questi anni per comportarmi come una zulù, dunque le guardo gelidamente dall’alto in basso, anche se la statura non me lo consente.
- “Sezione economia” m’informa una delle maleducate.
Mi piacerebbe molto sapere cosa contengano quelle calotte craniche. Il libro che ho richiesto, scritto da una signora dedita al fai-da-te estremo, contiene ricette, indicazioni di economia domestica, riflessioni sulla decrescita felice: non proprio argomenti di second’ordine, in un momento simile, e soprattutto temi cui mi interesso da tempo, prima che diventassero di moda. La cosa mi risulta ancora più incredibile se penso che le due – maglioni peruviani sformati, capelli arruffati, niente trucco – fanno probabilmente parte di quelle tribù dedite all’impegno nel sociale e all’equo-e-solidale. Chissà, forse hanno equivocato, scambiandomi per un’illetterata come se, invece, andarsene in giro con un libro di Joyce sottobraccio fosse prova di intelligenza e cultura. Peggio per loro: non sanno che sono un’accanita lettrice e che hanno appena perso una buona cliente.
E comunque vorrei vedere se – alle prese con l’orto, tre figli e un solo stipendio come l’autrice del libro – abbiano ancora così tanta voglia di ridere.
Dai, non ti arrabbiare… non sarà per caso un negozio di Milano?
Lo so che non dovrei arrrabbiarmi, ma è più forte di me!
Comunque no, non è una libreria milanese: diciamo che si tratta di maleducate centroitaliche…
C’è chi il proprio lavoro proprio non sa farlo. E perché, fondamentalmente, pecca per prima cosa come persona. Il resto vien da solo.
Ecco, si tratta proprio di questo: non avere “occhio” per il proprio lavoro, non impegnarcisi più di tanto (“tanto ho lo stipendio e l’esercizio commerciale non è il mio”) e soprattutto, essere mostruosamente maleducate. Non ci metterò più piede, lì!
Un cd degli smiths per quelle due é troppo,si meritano qualcosa di molto meno bello!
E infatti quello me lo sono tenuto, lo cercavo da tempo!
Non conoscevo il libro che ha destato tanta ilarità nelle due commesse. A me incuriosisce e tanto. Lo comprerò. Vedi come procedono in fondo le cose?
La curiosità è sempre buona cosa! Se ti va, puoi anche dare uno sguardo al blog dell’autrice, anche lì ci sono molti suggerimenti
http://natural-mente-stefy.blogspot.it/
Ho appena saputo del terremoto in Toscana: tutto bene dalle tue parti, vero?
Tanta, tantissima paura credimi. Perché è stato proprio forte. Però per fortuna solo quella.
Eccome se ci credo, il terremoto è terribile.
L’importante è che non ci siano stati danni.
L’ho sentita alla radio, la scrittrice-economa. Mi e’ sembrata una donna pratica, e probabilmente il libro sara’ interessante.
La praticità e i consigli di sicura riuscita (perché provati direttamente) sono proprio le cose che mi attirano. Tra l’altro a casa stiamo progettando di far fermentare un po’ di lievito madre, e con quello impastare tutto ciò che deve lievitare!
io me le sarei mangiate…non sopporto che una commessa si comporti in questo modo, ed avendola fatta per anni, avrei tirato fuori tutta la mia ira!!!! siamo passati da “il cliente ha sempre ragione” a “ei tu non osare disturbare il mio dolce far nulla profumatamente pagato”
La solita storia di chi cerca lavoro ma poi prega di non trovarlo…
che cafone!!!
Già… è la definizione giusta!
Non vorrei essere troppo… cattivo, ma penso siano proprio queste piccole cose che moltiplicate all’infinito fanno il mondo un posto peggiore. Ergo? Basta anche davvero poco per renderlo un posto migliore, no?
Ecco, vedi, non sono stato proprio cattivo, no.
Hai ragione e la tua è una filosofia che dovrei sforzarmi di seguire di più…
Benvenuto, comunque
Grazie! Non ti conosco ma credo che tu lo faccia già… se non non avresti scritto quel post! Comunque hai ragione, di migliorarsi bisogna sempre aver voglia. PS Ho visto su listography che ti piace il Giappone, odio (odio!!) farmi pubblicità ma da me se ne parla un po’, ero addirittura là fino a 3 gg fa… sniff sniff… :-/ Ciao e grazie cmq!
Non ci crederai ma proprio ora stavo sbirciando il tuo blog, e nelle istruzioni per l’uso (ottima idea) ho letto proprio qualche accenno al Giappone.
Arrivo